Rilevatori multigas

I nostri rilevatori di multigas sono strumenti indispensabili per il monitoraggio simultaneo di gas tossici, infiammabili o esplosivi, offrendo una soluzione di sicurezza compatta ed avanzata. Questi dispositivi robusti e affidabili sono progettati per impianti e processi, dove la presenza di numerosi gas nocivi è concreta. Forniscono rilevazioni precise e reazioni rapide con allarmi visivi e sonori, garantendo la massima protezione e salvaguardia dell’operatore.

Rilevatore gas sicurezza 2 gas

Rilevatore gas sicurezza 2 gas

T4

4 Gas per Spazi Confinati

T4

4 Gas per Spazi Confinati

FAQ tecniche: Rilevatori multigas
Che cosa sono i rilevatori multi-gas?
I rilevatori multi-gas sono strumenti di rilevamento che integrano più sensori nello stesso dispositivo, in grado di misurare simultaneamente diversi gas. La configurazione più diffusa è il 4-gas (O₂ + LEL + CO + H₂S), ma esistono anche modelli 5-gas e 6-gas con sensori aggiuntivi per VOC (PID), CO₂ (NDIR), NH₃, Cl₂, SO₂ o gas refrigeranti.
A cosa servono i rilevatori multi-gas?
Servono a valutare in modo simultaneo i principali rischi associati alle atmosfere di lavoro: carenza/eccesso di ossigeno, presenza di gas esplosivi e tossici. Sono obbligatori per l'ingresso in ambienti confinati e per la sicurezza nei settori petrolchimico, fognario, navale e per i vigili del fuoco.
In quali settori può essere utilizzato un rilevatore multi-gas?
Si utilizza in oil & gas, raffinerie, petrolchimico, chimico, vigili del fuoco e protezione civile, fognature e depurazione, edilizia (lavori in sottosuolo), navale (stive, doppi fondi), minerario, manutenzione di silos e serbatoi, e in tutte le attività che richiedono valutazione del rischio prima dell'ingresso in ambienti confinati (D.P.R. 177/2011).
Come funziona un rilevatore multi-gas?
Funziona attraverso più sensori specifici alloggiati nello stesso strumento, ciascuno dedicato a un gas: tipicamente un sensore elettrochimico per O₂, un sensore catalitico (pellistor) o a infrarossi per gas esplosivi LEL, e due sensori elettrochimici per CO e H₂S. Un microprocessore acquisisce simultaneamente i 4 segnali, li confronta con le soglie di allarme e attiva segnalazioni acustiche, visive e di vibrazione.
Cosa misura la classica configurazione "4-gas"?
La configurazione 4-gas standard misura: O₂ (range 0-25%, allarmi a 19,5% e 23,5%), gas esplosivi % LEL (range 0-100% LEL, allarmi al 10% e 20%), CO (0-500 ppm, allarmi a 25 e 50 ppm), H₂S (0-100 ppm, allarmi a 10 e 15 ppm). Copre i rischi più frequenti in tutti i contesti industriali.
Cos'è un sensore PID e quando si aggiunge a un multi-gas?
Il PID (Photo Ionization Detector) misura i VOC (composti organici volatili) come benzene, toluene, xilene, idrocarburi aromatici e clorurati, con sensibilità nei ppb-ppm. Si aggiunge come 5° sensore quando si sospetta la presenza di solventi, gas industriali poco rilevati dal sensore LEL, o per applicazioni di hygiene industriale e risposta agli incidenti chimici.
Si può utilizzare per l'ingresso in ambienti confinati?
Sì, è il dispositivo standard previsto dal D.P.R. 177/2011 per la verifica preventiva dell'atmosfera prima dell'ingresso, e per il monitoraggio continuo durante la permanenza. Va abbinato a una pompa di campionamento per il prelievo a distanza dell'aria dell'ambiente confinato attraverso un tubo, prima dell'accesso.
I sensori si possono sostituire singolarmente?
Sì, nei modelli professionali ogni sensore è un modulo intercambiabile sostituibile dall'utente o dal centro assistenza, con riconoscimento automatico da parte dello strumento. Questo permette di estendere la vita del prodotto (sostituendo solo i sensori in scadenza) e di riconfigurare il multigas con sensori diversi in base alle esigenze.
Qual è la vita utile dei sensori in un multi-gas?
La vita utile media è: sensore O₂ 1-2 anni (consumo elettrochimico continuo), CO e H₂S 2-3 anni, LEL catalitico 3-5 anni (può ridursi in caso di esposizione a inibitori come silicio, piombo, zolfo), LEL infrarosso 5+ anni, PID 2-4 anni in base all'uso e all'esposizione.
Cos'è il "pellistor poisoning" e come si previene?
Il sensore catalitico (pellistor) per gas LEL può subire avvelenamento permanente (poisoning) per esposizione a composti contenenti silicio, piombo, zolfo, fosforo o composti silossanici (siliconi). Si previene utilizzando sensori a infrarossi nei contesti con presenza di tali composti, eseguendo bump test frequenti e verificando la sensibilità con taratura periodica.
Possono comunicare con sistemi esterni (Bluetooth, cloud, IoT)?
Sì, i modelli più recenti integrano Bluetooth Low Energy, WiFi e connettività cloud per la condivisione in tempo reale dei dati di esposizione con software di gestione della sicurezza, oltre a funzioni "uomo a terra" (man-down) che inviano alert automatici in caso di caduta, immobilità o panico.
Quanto costa fare la manutenzione di un multi-gas?
I principali costi sono: bombole di gas per bump test e taratura (riutilizzabili per centinaia di test), sostituzione periodica dei sensori (ogni 2-5 anni), eventuali stazioni di docking automatiche per bump test e log. Il costo annuo di mantenimento si stima nel 15-25% del prezzo dello strumento, valore ampiamente giustificato dall'importanza della protezione personale.