Rilevatori Gas e Multi Gas
I Rilevatori di Gas e Multi-Gas sono essenziali per garantire la sicurezza e la precisione in ambienti industriali e di ricerca. I nostri dispositivi sono progettati per rilevare una vasta gamma di gas, offrendo soluzioni affidabili per la monitorizzazione dell'aria in vari contesti. Facili da usare, durevoli e con tecnologia avanzata, questi rilevatori sono ideali per prevenire rischi e garantire ambienti di lavoro sicuri. Qui trovi rilevatori di gas che combinano innovazione, affidabilità e massime prestazioni di rilevamento.
FAQ tecniche:
Rilevatori Gas e Multi Gas
Che cosa sono un rilevatore gas e un rilevatore multi-gas?
I rilevatori gas sono strumenti elettronici in grado di misurare la presenza e la concentrazione di gas pericolosi nell'aria, in tempo reale, e di segnalare il superamento di soglie predefinite. Si dividono in due categorie principali: i rilevatori monogas, dedicati alla misura di un singolo gas, e i rilevatori multi-gas, in grado di monitorare contemporaneamente più gas (tipicamente 4: O₂, gas esplosivi LEL, CO e H₂S).
A cosa serve un rilevatore gas?
Serve a proteggere lavoratori e impianti dai rischi associati alla presenza di gas tossici, esplosivi o ad alterazioni della concentrazione di ossigeno. Approfondimento: Rilevazione gas: perché è cruciale per la sicurezza industriale.
In quali settori vengono utilizzati i rilevatori gas e multi-gas?
Si utilizzano in oil & gas, raffinerie, petrolchimico, chimico, farmaceutico, alimentare, metallurgico, trattamento acque e fognature, gas tecnici, energia, navale, minerario, vigili del fuoco, protezione civile, laboratori e in tutti i contesti regolamentati dal D.Lgs. 81/2008 in materia di sicurezza sul lavoro.
Che differenza c’è tra un rilevatore gas e un rilevatore multi-gas?
Il rilevatore monogas misura un solo gas, è compatto, economico e adatto al monitoraggio di un rischio specifico. Il rilevatore multi-gas integra più sensori in un unico strumento, fornisce una valutazione complessiva del rischio ed è obbligatorio in molte attività ad alto rischio, come l'ingresso in ambienti confinati.
Cosa rileva un rilevatore gas?
A seconda dei sensori montati, può rilevare gas combustibili (metano CH₄, GPL, idrogeno H₂, vapori di solventi), gas tossici (monossido di carbonio CO, acido solfidrico H₂S, ammoniaca NH₃, cloro Cl₂, anidride solforosa SO₂), variazioni di ossigeno (O₂), composti organici volatili (VOC) e gas refrigeranti.
Come funziona un rilevatore gas?
Funziona attraverso uno o più sensori specifici per ciascun gas che producono un segnale elettrico proporzionale alla concentrazione. Un'elettronica di condizionamento elabora il segnale, lo confronta con le soglie di allarme programmate e attiva segnalazioni acustiche, visive e di vibrazione in caso di superamento. I principali sensori sono catalitici (pellistor), elettrochimici, a infrarossi (NDIR), a fotoionizzazione (PID) e a semiconduttore.
Quali sono i principali tipi di sensori per gas?
Catalitico (pellistor): per gas esplosivi % LEL; elettrochimico: per gas tossici (CO, H₂S, NH₃) e O₂; infrarosso NDIR: per CO₂ e idrocarburi in alte concentrazioni; PID (fotoionizzazione): per VOC e composti organici; semiconduttore MOS: per gas refrigeranti e basse concentrazioni. La
scelta dipende da gas target, range, ambiente operativo e selettività richiesta.
Quali sono le principali norme di riferimento?
Le principali sono EN 60079-29 (apparecchi per il rilevamento di gas combustibili), EN 45544 (gas tossici), EN 50104 (rilevatori di ossigeno), EN 50271 (requisiti software), oltre alla direttiva ATEX 2014/34/UE per l'uso in atmosfere esplosive e al D.Lgs. 81/2008 per la sicurezza sul lavoro in Italia.
Cosa significa LEL e perché è importante?
LEL (Lower Explosive Limit, Limite Inferiore di Esplosività) è la minima concentrazione di un gas combustibile in aria oltre la quale la miscela diventa esplosiva. I rilevatori esprimono la concentrazione in % LEL: tipicamente la prima soglia di allarme è impostata al 10% LEL, la seconda al 20% LEL, ben prima del limite di esplosività reale.
Cos'è un bump test e ogni quanto va eseguito?
Il bump test è una verifica funzionale rapida in cui si espone lo strumento a una concentrazione nota di gas per verificare che i sensori rispondano e che gli allarmi si attivino. Va eseguito tipicamente prima di ogni utilizzo o almeno con cadenza giornaliera, secondo la norma EN 60079-29-2. Non sostituisce la taratura periodica.
Qual è la differenza tra bump test e taratura?
Il bump test verifica solo la funzionalità (il sensore risponde, l'allarme suona). La taratura confronta la risposta del sensore con una concentrazione di gas certificata, regolando lo strumento per garantire la corretta accuratezza nel tempo. La taratura va eseguita con periodicità tipicamente semestrale o annuale.
I rilevatori gas richiedono certificazione ATEX?
Sì, tutti i rilevatori utilizzati in zone con rischio di atmosfere esplosive devono essere certificati ATEX (in Europa) o IECEx (a livello internazionale), con classificazione specifica per zona di utilizzo (Zona 0, 1, 2 per gas e Zona 20, 21, 22 per polveri). La modalità di protezione più comune nei portatili è Ex ia (sicurezza intrinseca).