Rilevatori gas e multi gas fissi
I nostri rilevatori di gas e multi-gas fissi sono progettati per il monitoraggio continuo dei gas. Essenziali in innumerevoli impianti o processi industriali, dove la presenza di gas tossici, infiammabili o esplosivi, può rappresentare un rischio concreto e costante. Questi sensori garantiscono una sorveglianza efficace 24 ore su 24, rilevando una vasta gamma di gas e vapori. Dotati di tecnologia avanzata, offrono allarmi immediati e precisi, contribuendo a garantire sicurezza sul posto di lavoro.
FAQ tecniche:
Rilevatori gas e multi gas fissi
Che cos’è un rilevatore gas fisso?
Un rilevatore gas fisso è un sistema di rilevamento gas installato permanentemente in un'area o postazione specifica, progettato per il monitoraggio continuo 24/7 della presenza di gas pericolosi. Si compone di una o più teste di rilevamento connesse a una centralina di gestione, e si integra con i sistemi di sicurezza dell'impianto.
A cosa serve un rilevatore multi-gas fisso?
Un rilevatore gas serve a monitorare in modo permanente le aree di impianto a rischio di rilascio di gas: sale compressori, locali batterie, depositi di solventi, perimetri di serbatoi, sale CED, parcheggi sotterranei. Genera allarmi, attiva ventilazione di emergenza, blocca processi e segnala alle squadre di emergenza il rilascio di gas.
Quando è preferibile utilizzare un rilevatore multi-gas fisso invece che uno portatile?
Il rilevatore gas fisso è preferibile quando il rischio è associato a una posizione anziché a un operatore: macchinari, processi chimici, depositi, aree con presenza saltuaria di personale ma rischio continuo. Il rilevatore gas portatile è invece preferibile per la protezione personale, attività di manutenzione e ingresso in ambienti confinati.
In quali settori possono essere utilizzati i rilevatori gas fissi?
Si utilizzano in raffinerie, petrolchimico, oil & gas (estrazione e processo), chimico, farmaceutico, alimentare, depositi GPL, gas tecnici, energia (cabine elettriche, locali batterie), automotive, parcheggi sotterranei, gallerie autostradali, depuratori e impianti di trattamento rifiuti.
Come si dimensiona il numero di rilevatori per un'area?
Il numero e la posizione delle teste si basano sulla valutazione del rischio (criteri della norma EN 60079-29-2), tenendo conto della densità del gas (più pesante o più leggero dell'aria), dei punti di possibile fuga, della ventilazione naturale e forzata, dei flussi d'aria nell'ambiente e delle distanze massime di rilevamento. Tipicamente si prevede 1 testa ogni 50-100 m² di area sorvegliata.
Dove si installano i rilevatori fissi in base al tipo di gas?
I sensori per gas più leggeri dell'aria (metano, idrogeno, ammoniaca) si installano in alto, vicino al soffitto. Quelli per gas più pesanti dell'aria (GPL, propano, butano, vapori di solventi, anidride solforosa) si installano in basso, a circa 30-50 cm dal pavimento. Per gas di densità simile all'aria (CO) si installano all'altezza delle vie respiratorie.
Quali tipologie di uscita ha un rilevatore fisso?
Le uscite standard sono il segnale analogico 4-20 mA (per collegamento a centraline analogiche o PLC), i protocolli digitali Modbus RTU/TCP, HART, Profibus o Foundation Fieldbus, e contatti relè configurabili per il pilotaggio diretto di ventole, sirene, valvole di intercetto o sistemi di abbattimento.
Cosa significa SIL e quale livello richiedono i rilevatori fissi?
SIL (Safety Integrity Level) è il livello di integrità di sicurezza secondo IEC 61508/61511, che quantifica l'affidabilità di un sistema di sicurezza funzionale. I rilevatori gas certificati operano tipicamente fino a SIL 2 o SIL 3, requisito frequente in impianti chimici, oil & gas e nucleari per le funzioni di blocco automatico (ESD - Emergency Shutdown).
Si possono integrare con sistemi di sicurezza esistenti (DCS, PLC, SCADA)?
Sì, tramite protocollo digitale o segnale 4-20 mA i rilevatori fissi si integrano con sistemi DCS (Distributed Control System), PLC di sicurezza, SCADA, sistemi antincendio e BMS (Building Management System), centralizzando allarmi e azioni di emergenza. La centralina di rilevazione gas fa da hub di gestione.
Quali certificazioni devono avere i rilevatori fissi?
Le principali sono ATEX (Direttiva 2014/34/UE) e IECEx per uso in atmosfere esplosive, performance approval secondo EN 60079-29-1 (gas combustibili) o EN 45544 (gas tossici), e certificazione SIL 2/3 secondo IEC 61508 per le applicazioni di sicurezza funzionale.
Ogni quanto va eseguita la manutenzione di un rilevatore fisso?
Verifica funzionale (bump test) trimestrale, taratura semestrale o annuale a seconda dell'ambiente, sostituzione preventiva dei sensori secondo vita utile dichiarata (2-5 anni). La norma EN 60079-29-2 richiede inoltre verifica documentata da personale qualificato e tracciabilità completa di tutti gli interventi.
Si possono utilizzare in zone classificate ATEX?
Sì, esistono modelli certificati per tutte le zone classificate: Zona 1 e 2 per gas (modalità protezione Ex d antideflagrante o Ex e sicurezza aumentata), Zona 21 e 22 per polveri combustibili. La scelta della testa di rilevamento dipende dalla classificazione di zona, dal gruppo di gas (IIA, IIB, IIC) e dalla classe di temperatura (T1-T6).